Email: scopriamo l’errore 5.4.0 con indirizzi @alice.it

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L’errore recita testualmente: These recipients of your message have been processed by the mail server: mail@nomedominio.xxx; Failed; 5.4.0 (other or undefined network or routing status) e ogni qual volta proviamo ad inviare un messaggio ad una mail @alice.it, su alcuni server ci ritorna indietro un messaggio proprio con questa dicitura.

Grazie al gruppo Fatti di Hosting su Facebook (di cui sono un felice membro) e alla professionalità di Fabrizio Leo, CEO di FlameNetworks, siamo riusciti a capirne il motivo.

Per risolvere il problema, dopo un attento sguardo al log del server, gestito con Parallel Plesk, Fabrizio ha effettuato numerose prove a riguardo ed ha così inserito un A Record che rimandasse a mail.nomedominio.xxx e un MX Record che andasse a gestire le mail con lo stesso servizio dell’A Record. Se utilizzate un servizio come internetbs.net vi ritroverete questa schermata:

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Una volta fatto ciò e aspettato la propagazione del DNS, i messaggi da Alice mail verranno correttamente recapitati.

Spero di aver fatto cosa gradita a chi, come me, si è trovato in questa situazione. Se ti è stato d’aiuto e/o hai trovato l’articolo interessante, condividilo sui tuoi canali preferiti.

Evoluzione del Web Design

Evoluzione del web design

Se fino a qualche tempo fa il web designer, ossia la figura dedicata alla gestione grafica dei vari siti web, era diciamo legata soltanto alla pura creatività, oggi questa pratica si è aggiornata, andando in contro a quelle che sono “soltanto” le necessità dell’utente.

Con ormai più di un decennio di esperienza infatti, gli utenti che navigano il web hanno assodato ormai certe dinamiche di cui voglio parlarti con questo mio articolo e che racchiudo in una piccola lista:

  1. Logo in alto a sinistra
  2. Carrello in alto a destra
  3. Menù in alto
  4. Breadcrumbs, o briciole di pane, nella parte alta del sito web.

Per il punto 1 e 2, anche se può sembrare una banalità, il logo e il carrello (se siamo davanti ad un e-commerce) identificano il sito web e fanno capire all’utente in quale sito o negozio si trovano. Vi è mai capitato di entrare in un sito con il logo in un’altra posizione, lasciandovi quel senso di smarrimento?

Ci sono tuttavia siti web che non utilizzano queste dinamiche, il motivo è probabilmente da ricercare nel fatto che ormai sono molto conosciuti e quindi possono diciamo permettersi (neanche molto in realtà) queste “falle”. Se però sei un negozio online o hai un sito da poco tempo, devi necessariamente adeguarti a queste dinamiche perché nulla in questo caso può essere tralasciato.

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Tornando alla nostra lista, più precisamente al punto 3, il menù è la parte centrale del nostro sito web, qui infatti saranno presenti tutte le informazioni che potremmo trovare e che dovremmo necessariamente far trovare all’utente.

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Le breadcrumbs infine aiutano a capire all’utente dove si trova, soprattutto in quei siti pieni di categorie, tag e sotto sezioni. Vi capita di solito di trovarle in alto nei siti web, allineati a sinistra o a destra. A seguire un esempio con tutti i 4 punti evidenziati.

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Spero di averti fatto ragionare anche solo un minuto sull’evoluzione del web design che in questi anni ha veramente cambiato il proprio senso di marcia, andando sempre più a favore dell’utente e tralasciando la pura creatività che chiaramente non verrà mai abbandonata ma che si è, sempre in questi anni, evoluta.

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Perché NON scegliere servizi di hosting gratuiti per i siti web

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Se sei in procinto di aprire un tuo sito web e stai pensando di utilizzare uno di quei servizi di hosting gratis che ti permettano la realizzazione del tuo sito, in maniera del tutto free, ti voglio far ragione un po’. Ti piacerebbe vivere su un monolocale in affitto e avere il proprietario che ti dice dove devi stare, dove devi andare, dove mangiare e così via? Ragioniamo insieme.

È vero, in “due click o quasi” riesci, con questi servizi, ad impostare un tuo personale sito basico che chiaramente può andar bene per un discorso amatoriale ma quando vuoi spingerti più in la del servizio gratis, arrivano i problemi.

Indirizzi mail, spazio web, accesso FTP senza vincoli, numero di database MySql, funzionalità aggiuntive nel sito, aspetti legati alla SEO ed alla User Experience, ecc. Di solito i servizi gratuiti non ti consentono una totale personalizzazione o la possibilità di metter mano a servizi come quelli che ti ho appena elencato e, soprattutto, sei legato dal punto di vista del dominio ad avere un indirizzo per il tuo sito web simile a questo: www.nomeserviziogratis.tuodominio.com, cosiddetto anche dominio di terzo livello.

Va da sé che per un’azienda o un professionista che si rispetti (anche se alle prime armi), avere il proprio nome, azienda o associazione, legata ad un indirizzo di terzo livello, non sia propriamente professionale.

Se sei un libero professionista, un responsabile di un’associazione o azienda, il fattore web non lo puoi sottovalutare: la presenza online ormai fa parte di tutti noi, bisogna soltanto regolarci di conseguenza, utilizzare gli strumenti giusti e pensare che ormai avere un sito web è quasi come avere una propria carta d’identità (o curriculum se vuoi) dove poter inserire anche qualche articolo ben progettato.

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Fai di te stesso un brand: la recensione

Personal branding e reputazione online

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Con l’arrivo dei social network, o meglio, con l’arrivo di internet, la maggior parte delle persone ha potuto cominciare ad accedere a diversi servizi. Quello che ha consentito alle persone di interagire, grazie anche alla nascita dei vari social network, è il famosissimo web. Questo vero e proprio strumento però nasconde delle insidie e difficoltà che non tutti riescono a comprendere, vuoi per un approccio diverso a questo mondo digitale oppure per una diversa visione stessa del web.

Lo scopo principale del libro “Fai di te stesso un brand” di Riccardo Scandellari, oggetto della recensione che stai leggendo, è proprio il voler far capire come ci si dovrebbe comportare nel web durante la nostra vita, senza però che questa si diversifichi da quella in rete, cercando quindi di diventare noi stessi appunto un marchio. Scopriamo dunque com’è strutturato il libro:

Struttura e analisi dei contenuti

Il libro, oltre ad esser scritto in modo chiaro e semplice, fa parte di una collana (compreso anche quello da me recensito poco tempo fa: Mamma posso spiegarti, lavoro nel web) dedicata al web marketing pubblicata in Italia da WebBook; il tutto gestito da Dario Flaccovio EditoreFai di te stesso un brand non fa eccezione a riguardo di alcune menzioni che troveremo nel testo, sono presenti infatti personaggi del calibro di Rudy Bandiera o Merlinox, giusto per citarne alcuni, che aumentano di fatto lo spessore di questo libro già di per se molto importante e valido.

Il libro propone in pratica, a parte una spiegazione dei principali social network, delle varie funzionalità che propongono e di alcune piattaforme CMS come WordPress, una filosofia per un migliore approccio nel web. Una specie di manuale di comportamento online oltre che un valido aiuto sulle tecniche di pubblicazione dei contenuti e di come scriverli in modo più efficace possibile.

A chi è rivolto il libro e di cosa tratta più nello specifico

Il libro è rivolto a chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i social network, uno su tutti Facebook e poi via via altri strumenti di analisi come il famoso Google Analytics ed altri tool più complessi. Il tutto è poi ben condito con delle “dritte” sugli orari di pubblicazione più efficaci durante il giorno secondo l’esperienza di Riccardo e come promuovere se stessi in tutto l’universo “internettiano”.

Conclusioni

Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari mi è piaciuto e lo reputo un vero e proprio manuale di comportamento su internet, qualunque strumento, sistema, programma, social network utilizziamo. Al giorno d’oggi infatti alcune persone purtroppo vedono internet, Facebook e altri servizi come i forum (dove lavorano figure come il moderatore), ancora come uno strumento dove “perdere del tempo”, condividere gattini o cose di poco conto, senza ragionare su cosa effettivamente stiamo facendo e perché, senza domandarci il motivo che ci spinge a fare una o un’altra determinata cosa, senza poi chiederci che impatto avrà questo che stiamo facendo sulle altre persone e sulla percezione che queste persone hanno di noi. Questo libro cerca di farvi capire e ragionare su questo, sul tipo di comunicazione che dovremmo utilizzare per mostrarci online e nella vita privata/reale. Il motivo? Internet o più approfonditamente i servizi del web come i social network non sono altro che delle nostre estensioni e quindi devono essere completamente, “trasparentemente” (scusatemi il termine stupido) noi.

Fai di te stesso un brand lo si può trovare nel sito direttamente di webintesta.it (prezzo di Euro 19.80) o su Amazon al prezzo di 18.70  per il formato cartaceo e 12.99 € per quello digitale.

Cos’è un moderatore? Alla scoperta di questa figura del web

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Quando mi chiedono: “tu cosa fai, il moderatore? Che cos’è?”

Quando le persone mi chiedono cosa faccio o di che cosa mi occupo, a volte ammetto di aver “paura” della loro risposta, quindi faccio un bel respiro e gli dico che, tra le cose di cui mi occupo durante il giorno, faccio anche il moderatore.

A quel punto, qualcuna di queste persone (di solito le più curiose) vogliono capire esattamente cosa fa un moderatore; la mia reazione quindi è di totale illuminazione. Il motivo? Credo che una delle cose più importanti per aumentare la nostra conoscenza e quella di un’altra persona sia proprio il fatto di spiegare bene cosa facciamo, soprattutto se si parla di web e della sua potenzialità. Nel mio caso mi rivolgo a questa persona cercando di fargli capire cosa significa fare il moderatore, ecco quindi il perché ho deciso di scrivere questo articolo.

Il moderatore

Nel mondo del web è conosciuto anche come “mod” e il moderatore, inizialmente presente nei forum dei vari settori dell’IT, ha preso sempre più piede nelle varie comunità online e sui social network. Su Facebook o Google Plus ad esempio, è possibile moderare un gruppo o Community per tenere diciamo un livello di conversazione accettabile fra gli utenti. Ma il moderatore non fa soltanto questo, è un lavoro che dovrebbe cominciare inizialmente (almeno per me è cominciato in questo modo) per passione per poi evolversi in qualcosa di più forte. Il moderatore dovrebbe conoscere innanzitutto l’ambito di cui si deve occupare, proponendo a volte dei contenuti in modo da coinvolgere gli stessi utenti del forum o nella sezione in cui “opera”.

Relazione con gli altri utenti

In un forum e nei social network esistono, anche se a volte le persone non lo pensano, delle regole di comportamento come nella vita privata. Suddette regole vengono redatte affinché la vita nel forum o nel gruppo di un social network sia più libera possibile e rispettosa di tutti. Niente insulti quindi ne tanto meno prese in giro, commenti razzisti e messaggi blasfemi. Ma qual è la cosa che ho a cuore veramente? Un moderatore non dovrebbe mai far pesare il proprio grado sull’utente. Questo non farebbe altro che far letteralmente scappare gli utenti o, peggio, creare flame nelle varie discussioni. Ci sono molti forum in Italia ma anche nel mondo, dove quando si scrive si è quasi scherniti dal primo utente che ti legge, ma anche dagli stessi moderatori, che ti rispondono in un thread o addirittura ti arrivano risposte saccenti e “altezzose”.

Cos’è un flame?

Un flame (fiamma in inglese) significa creare un messaggio provocatorio nei confronti di altri utenti, il tutto per cercare di aizzare gli stessi contro. Questo discorso vale anche per i social network, chiunque può creare flame in qualunque ambito.

Cos’è un thread?

Un thread è una “discussione” ossia una piccola stanza dove si può parlare solo di quello per cui la discussione è stata creata (titolo del thread). Ovviamente in un forum sono presenti più stanze di argomenti dedicati al fine proprio del forum. Nei social network invece i thread si possono considerare dei semplici post che vengono poi commentati direttamente dagli utenti, gli stessi poi vengono moderati dai vari moderatori della pagina o del gruppo nel social network.

Il moderatore secondo me

Credo molto in questa figura del web in quanto grazie a loro, l’intero mondo “internettiano” è più sicuro, corretto e soprattutto utile. Per questo motivo il modo che ho di propormi come moderatore ai vari utenti è quello di rivolgermi con educazione, professionalità e trasparenza. Anche se siamo dietro ad una macchina, questo non ci deve distrarre dall’essere sempre noi stessi, anche se appunto non abbiamo una relazione visiva con gli utenti.

Spero dunque di avervi fatto capire come dovrebbe lavorare un moderatore, figura che soprattutto durante gli ultimi anni, ha visto una grossa espansione e non è al momento tutelata da alcuna legge. Speriamo che in un futuro…

SEO Power: la recensione

Strategie e strumenti per essere visibili sui motori di ricerca.

SEO_Power_Recensione

Recensire un libro è sempre un piacere oltre ad essere una risorsa per far capire ai lettori di cosa tratta, come lo tratta e a chi è rivolto. E’ proprio questo il mio obiettivo della recensione di oggi che vedrà, come protagonista, il libro di Giorgio TavernitiSEO Power seconda edizione. Questo manuale spazia molto tra gli strumenti dedicati alla SEO (Search Engine Optimization) e molti aspetti teorici che cercano di spiegare il miglior approccio per pubblicare il nostro sito/progetto nel web. Cominciamo subito dunque la nostra relazione con l’analisi dei contenuti:

Struttura e analisi dei contenuti

La struttura e i contenuti dell’intero libro vengono gestiti in modo semplice: si parte con una breve introduzione ai motori di ricerca per passare poi alle parole chiave e agli strumenti adatti per gestire al meglio tutto il nostro spazio nel web.

Poi, in ogni capitolo e paragrafo, sono presenti dei link di approfondimento (anche e soprattutto al Forum GT) quindi, se il lettore vorrà approfondire qualche aspetto, potrà farlo in un secondo momento. Il libro continua parlando di come avviene l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca (sitemap, file robots.txt ecc…) per arrivare poi all’ottimizzazione del sito, alla sua popolarità e a come aumentarla oltre a dare un ampia spiegazione sul mondo degli errori SEO (quindi le penalizzazioni), il conoscere la SERP di Google e i social network. L’ultima parte è dedicata ai CMS (quei sistemi per la gestione dei contenuti di un sito web come WordPressJoomla Drupal) e altri strumenti SEO. Tanti temi, trattati in modo semplice e comprensivo e, soprattutto, gestito con spazi e paragrafi ne troppo lunghi, ne corti.

A chi è rivolto il libro

A differenza del libro di Merlinox Mamma posso spiegarti, lavoro nel web che ho recensito pochi giorni fa, SEO Power è rivolto ad una utenza più esperta e che ha già un’infarinatura generale ma poco approfondita di questo mondo. Inoltre, visto che il libro ha due anni, alcuni argomenti trattati risalgono a fine 2012 e quindi alcune cose sono cambiate: niente di rilevante da un punto di vista teorico visto che le regole al giorno d’oggi sono più o meno le stesse, le differenza si vede di più negli strumenti che, nel frattempo, si sono evoluti.

Conclusioni

SEO Power è un manuale che secondo me qualunque SEO e professionista del WEB, dovrebbe avere nella propria libreria digitale o cartacea. E’ scritto in modo professionale ma molto piacevole e ne suggerisco vivamente l’acquisto. Il libro è disponibile su Amazon o sul sito Hoepli al prezzo di 25,42 Euro in formato cartaceo, Euro 15 per il formato digitale per e-reader. Ultima nota, non meno importante, il libro da diritto ad uno sconto sulla formazione SEO del GTMasterclub.

Siti WEB: dal 21 aprile Google favorirà quelli mobile friendly

Dal 21 aprile Google appoggerà il layout responsive.

Segnatevi questa data: 21 aprile, giorno storico per il web. Google ha infatti deciso di promuovere i siti mobile friendly a discapito di quelli che ancora non lo sono. Per chi non lo sapesse, un sito mobile friendly si può visualizzare anche dai piccoli dispositivi come tablet smartphone oltre che da notebook e pc normali. Quelli che non lo sono invece,si vedono diciamo in maniera strana, obbligandoci a scorrere con le dita sullo schermo per cercare di leggerne tutto il contenuto che non è praticamente adattato in automatico in base allo schermo.Responsive_mobile_Friendly_21_aprile_2

Cosa ha spinto google a fare questo passo?

Pensate che oltre il 58% dei naviganti italiani, utilizza un device come il proprio cellulare o tablet per navigare; più della metà delle persone presenti sul web. Va da se che questo si traduce in un grosso business, sia per quanto riguarda le persone che praticamente da ovunque possono accedere al web e sia per le aziende che possono essere sempre più a portata di mano dei potenziali clienti. Il futuro? Il mondo del web è sempre in evoluzione e non ci resta che tenerci sempre aggiornati su questo mondo che cambia anche in base alle esigenze degli utenti e delle aziende.

Ma cosa succederà quindi nella SERP, ossia i risultati di ricerca di Google?

Dal 21 aprile i siti web responsive o mobile friendly saranno preferiti da Google nella ricerca organica, facendoli praticamente apparire prima rispetto a quelli ancora diciamo di “vecchio tipo” ossia quelli che non hanno un layout responsive, il tutto dalle ricerche (SERP) da cellulare/tablet. Quindi per un’azienda questo si tradurrà nel perdere posizioni nei risultati di ricerca (per ricerche fatte tramite smartphone o tablet), in base a certe parole chiave, perdendo così potenziali clienti.

Come facciamo a vedere se il nostro sito è mobile friendly?

Google ha messo a disposizione, da un po’ di tempo in realtà, un tool molto semplice che vi aiuterà a capirlo: clicca qui.

Spero di avervi aiutato a schiarire un po’ le idee su questa novità di Google. Se così non fosse vi prego di contattarmi attraverso i miei canali, sarò felice di aiutarvi.

Come creare un sito web: il migliore approccio per un progetto che funzioni

Creare un sito web aziendale non è una cosa banale, è un lavoro che prenderà tempo, risorse e competenze che non sempre tutti gli imprenditori o le aziende stesse, hanno. L’imprenditore che ha deciso di sbarcare online con il proprio sito e che ti ha commissionato di fare, dovrebbe avere già un’idea di come si possa impostare, in base ai propri gusti e, soprattutto, in base al suo target. Questo in uno scenario ideale, ma purtroppo non è sempre così, anzi, aggiungerei non è praticamente mai così.

La realtà:

Purtroppo, al giorno d’oggi, ci sono ancora persone che ti fanno la fatidica domanda:

“Ok facciamo il sito ma a che serve oggi?”.

Probabilmente, se qualcuno ti dice così, significa che non ha molto le idee chiare sulle potenzialità del web e sarà quindi nostro il compito di fargli capire questo vasto mondo che prende più di qualche branca dell’informatica oltre ovviamente al marketing online.

Detto questo, si potrebbe stilare una lista di punti su cui poi mettersi a ragionare ma non lo voglio fare perché potrebbe essere riduttivo nei confronti del progetto. Si un progetto, è questo il segreto di ogni sito web: deve esserci alla base un progetto.

Come si crea un progetto per il web?

La web agency o diciamo anche il freelance, dovrebbe a questo punto dedicarsi completamente all’azienda per cui dovrà fare il sito e credere nello stesso assieme all’imprenditore. Quest’ultimo dovrebbe fornire i dati di vendita o dare quanto meno un prospetto delle attività dell’azienda, per cercare di creare uno schema aziendale o una sorta di vera e propria mappa mentale da cui partire.

L’approccio:

Non è sempre facile logicamente ma per aiutare l’azienda che ci ha commissionato di fare il suo sito, possiamo provare a farla ragionare con queste semplici domande: Perché ha bisogno del sito? Come ha intenzione di procedere (esempio: useremo un CMS come WordPress e avrà magari anche bisogno di un servizio di newsletter aziendali)? Chi dovrebbe vedere il sito? Cosa dovrebbe vendere il sito? Quando? Se non l’avete capito, è la famosa Regola delle 5 W. Una volta che siamo riusciti a rispondere a tutte queste domande, allora potremmo cominciare il progetto buttando giù, su un foglio di carta, tutte le fasi di realizzazione del sito con la sua struttura. Ovviamente ripeto, se il cliente non ha ancora chiare queste fasi, è compito nostro fargli capire il motivo di tutte queste “perdite di tempo”.

“Eh ma come? Tutta questa roba? Impossibile”.

Si questa è un’altra frase che non smetteremo, forse mai, di sentire quando cerchiamo di far ragione il nostro cliente. Il fatto di sbarcare online con il sito dell’azienda infatti non è assolutamente un gioco e, come per chi apre un’azienda dal principio è costretto a sentire il commercialista e i vari enti dedicati a questo genere di cose, per creare un sito web l’azienda deve affidarsi ad una persona/azienda che faccia capire tutti gli aspetti del web, spiegandone le potenzialità. Questo è veramente importante affinché l’azienda/persona capisca in tutto e per tutto il web come strumento per proporre il valore della propria azienda e facendo questo aiuterà ad evolvere anche il nostro paese, il quale sta avendo qualche difficoltà e ha bisogno di tutti noi per crescere.

Ma i concorrenti?

Avete mai sentito parlare dei competitor? E’ chiaro che in un progetto che funzioni, ci sia alla base un controllo sui concorrenti che potrebbero già proporre i nostri prodotti. Il nostro obiettivo sarà quello, in definizione del progetto, di capire quali siano gli aspetti che trascurano i nostri concorrenti per cercare di dare un servizio sempre migliore. Non parlo soltanto del prodotto in se ma anche del servizio che ci va attorno. Nel caso ad esempio fossimo in procinto di lanciare un’azienda con un sito e-commerce, migliorare il servizio post vendita potrebbe essere un’idea.

Ora, visto che l’argomento è veramente ampio, voglio dar spazio a voi nei commenti più in basso, per dire la vostra idea, cercando di ampliare ulteriormente il tema. Come potete capire è un argomento molto complesso, pieno di insidie e moltissimi aspetti e servizi che ci potranno aiutare. Proprio su questi servizi sono stati scritti parecchi libri, vedi ad esempio Mamma posso spiegarti, lavoro nel web di Merlinox. Non mi resta che augurarvi quindi una buona lettura e darvi appuntamento al mio prossimo articolo.

Mamma posso spiegarti, lavoro nel web: la recensione

Mamma posso spiegarti, lavoro nel web: guida internet per studenti, mamme, imprenditori e… #MammaMrx

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Il Web è molto complesso e non esiste una guida definitiva dedicata a questa parte di mondo informatico veramente ampio, complicato e in costante aggiornamento. Già perché, riguardo agli argomenti trattati, si rischia di parlare magari approfonditamente di aspetti cui non tutti riescono ad accedere, perché impegnati in settori diversi o semplicemente per la poca propria conoscenza. Esistono però dei libri che danno lo spunto, per iniziare o per approfondire, questo potente strumento ed uno di questi è sicuramente il libro di Merlinox aka Riccardo Mares, Mamma posso spiegarti, lavoro nel web, che ho letto con piacere. Questo libro è dedicato a chiunque voglia avvicinarsi al web, uno spazio informatico dove ogni galassia è costituita da altri strumenti e nozioni non sempre fruibili da tutti. Non mi resta quindi che cominciare la recensione del libro, partendo dalla sua struttura:

Struttura dei contenuti:

A far capire che stiamo parlando di un libro dagli argomenti complessi ma, scritto in modo fruibile da tutti, è senza dubbio il titolo abbastanza esplicativo, a conferma che le cose fatte in modo semplice alla fine pagano sempre. Parlando della struttura, il valore aggiunto di questo libro sono gli approfondimenti: aprendo le varie pagine infatti (o passando il vostro dito sul Kindle se avete acquistato la versione per e-reader), è possibile vedere come ad ogni fine capitolo, Riccardo proponga degli approfondimenti con tanto di link e QR Code dedicato.

Si parte dalla storia del web per arrivare poi ad una serie di spiegazioni basilari e necessarie affinché la persona che legge sia in grado di fruire meglio i contenuti successivi di questo libro, per arrivare, seppur in maniera lenta, ad argomenti via via sempre più complessi, senza che però questi vengano trattati con espressioni difficili ma semplicemente con serietà e qualche battuta per tenere alta l’attenzione del lettore. Insomma Riccardo ha una scrittura direi avvolgente, diretta e divertente.

Di cosa tratta il libro più nello specifico?

Riccardo, con il suo libro Mamma posso spiegarti, lavoro nel web, da una spinta a chiunque voglia apprendere molti strumenti dedicati al web. Al giorno d’oggi un’azienda o un imprenditore dovrebbe essere presente nel web e nei vari canali social, ma purtroppo ci sono ancora aziende alla vecchia maniera e questo libro aiuta, anche chi magari non ha molta dimestichezza con queste tecnologie e questi tecnicismi. Dal progetto iniziale, allo sviluppo di una mappa mentale, alla nascita di un piano editoriale e alla sua messa in pratica con tutti gli strumenti di cui avremo bisogno per farlo. Inoltre, nel libro sono presenti degli “specchietti”, alla fine di ogni capito, scritti da altre figure importanti del web come Rossella CeniniRudy Bandiera ed altri personaggi, tutti professionisti del web, con una menzione anche a Giorgio Tave, che lasciano un proprio contributo al lettore, ampliando quindi il suo orizzonte dell’argomento trattato da Merlinox. Infine, l’autore mette sotto la lente di ingrandimento tutta una serie di tool come i feed RSS, forum di settore ed altri strumenti, per far comprendere a chi legge come tenersi ancora più aggiornati sul mondo Web e SEO.

Conclusione:

Ho letto Mamma posso spiegarti, lavoro nel web con piacere e penso che lo rileggerò sicuramente altre volte visto che gli argomenti trattati sono veramente tanti e necessiteranno di un mio approfondimento. Ne suggerisco la lettura a chi ha bisogno di capire il web e le sue potenzialità ma anche a chi è scettico o ha paura di esporsi nello stesso e aggiungo che, alcune aziende, dovrebbero prenderlo come vero e proprio “must” da seguire per realizzare qualunque tipo di progetto.

Molto semplice e scorrevole, Mamma posso spiegarti, lavoro nel web è composto di 210 pagine e lo si trova su Amazon (sia in versione copertina flessibile che per e-reader) o webintesta (dove è possibile trovarlo anche abbinato ad un paio di occhiali verdi). Il prezzo? 21.25 euro o 16,99 per il formato digitale. Non mi resta che augurarvi buona lettura e darvi appuntamento al mio prossimo articolo.

Ciao Web!

Michele_Bruno_Micky_CiaoOra ci siamo, sbarco definitivamente su internet con il mio sito; spero vi piaccia. E’ molto nudo ma spero di migliorarlo col tempo sempre di più. Nel frattempo cercherò di pubblicare direttamente degli articoli inerenti a quello che faccio per migliorare il mio feedback con tutti voi.

In questo articolo vorrei familiarizzare con il mondo esterno e, da appassionato di Tolkien quale sono, vi propongo una massima che mi piace veramente tanto e che mi ha fatto riflettere parecchio:

“Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci è stato concesso”.

Questa frase di Gandalf dedicata a Frodo, il famoso portatore dell’Unico Anello, nel libro Il Signore Degli Anelli, mi fa e mi ha fatto riflettere molto; si perché il tempo che abbiamo è limitato e questo mi collega ad un altro grande della nostra epoca, che oramai non c’è più: Steve Jobs, il quale ha dichiarato che:

“il nostro tempo è limitato, non dovremmo vivere la vita di qualcun altro”.

In questo mondo di miti e falsi ideali sto cercando di vivere ogni singolo momento e, seppur con qualche difetto, cerco sempre di migliorarmi e migliorare la vostra esperienza nel Web e in tutto il campo informatico.

Passiamo ora ai ringraziamenti, in primis i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato per questa mia morbosa passione verso l’informatica e la tecnologia, la mia ragazza perché crede costantemente in me e mi ha spinto a fare questo passo. Infine, la mia gratitudine va anche ad Alessandro Minotto di Creare Creatività per la realizzazione del logo che ho potuto mettere nel mio sito.

Non mi resta che concludere questo mio primo articolo con un saluto, una semplice parola che mette al servizio la mia persona alla vostra: ciao!