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Perché NON scegliere servizi di hosting gratuiti per i siti web

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Se sei in procinto di aprire un tuo sito web e stai pensando di utilizzare uno di quei servizi di hosting gratis che ti permettano la realizzazione del tuo sito, in maniera del tutto free, ti voglio far ragione un po’. Ti piacerebbe vivere su un monolocale in affitto e avere il proprietario che ti dice dove devi stare, dove devi andare, dove mangiare e così via? Ragioniamo insieme.

È vero, in “due click o quasi” riesci, con questi servizi, ad impostare un tuo personale sito basico che chiaramente può andar bene per un discorso amatoriale ma quando vuoi spingerti più in la del servizio gratis, arrivano i problemi.

Indirizzi mail, spazio web, accesso FTP senza vincoli, numero di database MySql, funzionalità aggiuntive nel sito, aspetti legati alla SEO ed alla User Experience, ecc. Di solito i servizi gratuiti non ti consentono una totale personalizzazione o la possibilità di metter mano a servizi come quelli che ti ho appena elencato e, soprattutto, sei legato dal punto di vista del dominio ad avere un indirizzo per il tuo sito web simile a questo: www.nomeserviziogratis.tuodominio.com, cosiddetto anche dominio di terzo livello.

Va da sé che per un’azienda o un professionista che si rispetti (anche se alle prime armi), avere il proprio nome, azienda o associazione, legata ad un indirizzo di terzo livello, non sia propriamente professionale.

Se sei un libero professionista, un responsabile di un’associazione o azienda, il fattore web non lo puoi sottovalutare: la presenza online ormai fa parte di tutti noi, bisogna soltanto regolarci di conseguenza, utilizzare gli strumenti giusti e pensare che ormai avere un sito web è quasi come avere una propria carta d’identità (o curriculum se vuoi) dove poter inserire anche qualche articolo ben progettato.

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Siti WEB: dal 21 aprile Google favorirà quelli mobile friendly

Dal 21 aprile Google appoggerà il layout responsive.

Segnatevi questa data: 21 aprile, giorno storico per il web. Google ha infatti deciso di promuovere i siti mobile friendly a discapito di quelli che ancora non lo sono. Per chi non lo sapesse, un sito mobile friendly si può visualizzare anche dai piccoli dispositivi come tablet smartphone oltre che da notebook e pc normali. Quelli che non lo sono invece,si vedono diciamo in maniera strana, obbligandoci a scorrere con le dita sullo schermo per cercare di leggerne tutto il contenuto che non è praticamente adattato in automatico in base allo schermo.Responsive_mobile_Friendly_21_aprile_2

Cosa ha spinto google a fare questo passo?

Pensate che oltre il 58% dei naviganti italiani, utilizza un device come il proprio cellulare o tablet per navigare; più della metà delle persone presenti sul web. Va da se che questo si traduce in un grosso business, sia per quanto riguarda le persone che praticamente da ovunque possono accedere al web e sia per le aziende che possono essere sempre più a portata di mano dei potenziali clienti. Il futuro? Il mondo del web è sempre in evoluzione e non ci resta che tenerci sempre aggiornati su questo mondo che cambia anche in base alle esigenze degli utenti e delle aziende.

Ma cosa succederà quindi nella SERP, ossia i risultati di ricerca di Google?

Dal 21 aprile i siti web responsive o mobile friendly saranno preferiti da Google nella ricerca organica, facendoli praticamente apparire prima rispetto a quelli ancora diciamo di “vecchio tipo” ossia quelli che non hanno un layout responsive, il tutto dalle ricerche (SERP) da cellulare/tablet. Quindi per un’azienda questo si tradurrà nel perdere posizioni nei risultati di ricerca (per ricerche fatte tramite smartphone o tablet), in base a certe parole chiave, perdendo così potenziali clienti.

Come facciamo a vedere se il nostro sito è mobile friendly?

Google ha messo a disposizione, da un po’ di tempo in realtà, un tool molto semplice che vi aiuterà a capirlo: clicca qui.

Spero di avervi aiutato a schiarire un po’ le idee su questa novità di Google. Se così non fosse vi prego di contattarmi attraverso i miei canali, sarò felice di aiutarvi.

Come creare un sito web: il migliore approccio per un progetto che funzioni

Creare un sito web aziendale non è una cosa banale, è un lavoro che prenderà tempo, risorse e competenze che non sempre tutti gli imprenditori o le aziende stesse, hanno. L’imprenditore che ha deciso di sbarcare online con il proprio sito e che ti ha commissionato di fare, dovrebbe avere già un’idea di come si possa impostare, in base ai propri gusti e, soprattutto, in base al suo target. Questo in uno scenario ideale, ma purtroppo non è sempre così, anzi, aggiungerei non è praticamente mai così.

La realtà:

Purtroppo, al giorno d’oggi, ci sono ancora persone che ti fanno la fatidica domanda:

“Ok facciamo il sito ma a che serve oggi?”.

Probabilmente, se qualcuno ti dice così, significa che non ha molto le idee chiare sulle potenzialità del web e sarà quindi nostro il compito di fargli capire questo vasto mondo che prende più di qualche branca dell’informatica oltre ovviamente al marketing online.

Detto questo, si potrebbe stilare una lista di punti su cui poi mettersi a ragionare ma non lo voglio fare perché potrebbe essere riduttivo nei confronti del progetto. Si un progetto, è questo il segreto di ogni sito web: deve esserci alla base un progetto.

Come si crea un progetto per il web?

La web agency o diciamo anche il freelance, dovrebbe a questo punto dedicarsi completamente all’azienda per cui dovrà fare il sito e credere nello stesso assieme all’imprenditore. Quest’ultimo dovrebbe fornire i dati di vendita o dare quanto meno un prospetto delle attività dell’azienda, per cercare di creare uno schema aziendale o una sorta di vera e propria mappa mentale da cui partire.

L’approccio:

Non è sempre facile logicamente ma per aiutare l’azienda che ci ha commissionato di fare il suo sito, possiamo provare a farla ragionare con queste semplici domande: Perché ha bisogno del sito? Come ha intenzione di procedere (esempio: useremo un CMS come WordPress e avrà magari anche bisogno di un servizio di newsletter aziendali)? Chi dovrebbe vedere il sito? Cosa dovrebbe vendere il sito? Quando? Se non l’avete capito, è la famosa Regola delle 5 W. Una volta che siamo riusciti a rispondere a tutte queste domande, allora potremmo cominciare il progetto buttando giù, su un foglio di carta, tutte le fasi di realizzazione del sito con la sua struttura. Ovviamente ripeto, se il cliente non ha ancora chiare queste fasi, è compito nostro fargli capire il motivo di tutte queste “perdite di tempo”.

“Eh ma come? Tutta questa roba? Impossibile”.

Si questa è un’altra frase che non smetteremo, forse mai, di sentire quando cerchiamo di far ragione il nostro cliente. Il fatto di sbarcare online con il sito dell’azienda infatti non è assolutamente un gioco e, come per chi apre un’azienda dal principio è costretto a sentire il commercialista e i vari enti dedicati a questo genere di cose, per creare un sito web l’azienda deve affidarsi ad una persona/azienda che faccia capire tutti gli aspetti del web, spiegandone le potenzialità. Questo è veramente importante affinché l’azienda/persona capisca in tutto e per tutto il web come strumento per proporre il valore della propria azienda e facendo questo aiuterà ad evolvere anche il nostro paese, il quale sta avendo qualche difficoltà e ha bisogno di tutti noi per crescere.

Ma i concorrenti?

Avete mai sentito parlare dei competitor? E’ chiaro che in un progetto che funzioni, ci sia alla base un controllo sui concorrenti che potrebbero già proporre i nostri prodotti. Il nostro obiettivo sarà quello, in definizione del progetto, di capire quali siano gli aspetti che trascurano i nostri concorrenti per cercare di dare un servizio sempre migliore. Non parlo soltanto del prodotto in se ma anche del servizio che ci va attorno. Nel caso ad esempio fossimo in procinto di lanciare un’azienda con un sito e-commerce, migliorare il servizio post vendita potrebbe essere un’idea.

Ora, visto che l’argomento è veramente ampio, voglio dar spazio a voi nei commenti più in basso, per dire la vostra idea, cercando di ampliare ulteriormente il tema. Come potete capire è un argomento molto complesso, pieno di insidie e moltissimi aspetti e servizi che ci potranno aiutare. Proprio su questi servizi sono stati scritti parecchi libri, vedi ad esempio Mamma posso spiegarti, lavoro nel web di Merlinox. Non mi resta che augurarvi quindi una buona lettura e darvi appuntamento al mio prossimo articolo.