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Inbound Marketing: la recensione

Inbound-Marketing-recensioneLe nuove regole dell’era digitale

Ormai il web è entrato di prepotenza nelle nostre vite, rivoluzionando anche la nostra reputazione e il nostro modo di lavorare. Soffermandomi su questi due ultimi aspetti che ho voluto approfondire, ti voglio parlare del libro veramente illuminante dedicato ad una grossa rivoluzione del marketing: Inbound Marketing di Jacopo Matteuzzi. Ho già detto che si tratta di un libro illuminante ed aggiungo semplice da leggere ed alla portata di tutti ma se vuoi saperne di più, continua la lettura di questa recensione.

A differenza del marketing tradizionale, il libro di Jacopo ti aiuterà a capire alcune dinamiche del web e al suo diretto approccio; infine fornisce degli ottimi spunti su quali strumenti utilizzare per arrivare al nostro scopo. Il libro è subito successivo a quello di cui ti ho già parlato: Mamma posso spiegarti lavoro nel web, di Riccardo Mares.

Analisi dei contenuti

Il libro è strutturato sempre alla stessa maniera come ormai Dario Flaccovio ci ha abituati ed offre in modo molto chiaro anche i pareri di altri esperti del settore.
Inbound Marketing è scritto in modo molto semplice ed anche chi non capisce molto di informatica (ne di programmazione) potrà avvicinarsi a questo mondo in modo veramente facile.

Questo manuale spiega le dinamiche che avvengono e il tipo di ragionamento che bisogna fare per avviare o aggiornare un’attività nel web, non avendo affatto paura di condividere esperienze, informare gli utenti, spiegare come si lavora e perché, insomma un vero e proprio progetto ben costruito. Il tutto a stretto contatto anche con la propria reputazione sul web, o più semplicemente reputazione online o Personal Branding (se vuoi ho scritto un articolo proprio dedicato al libro di Riccardo Scandellari: fai di te stesso un brand).

A chi è rivolto il libro

Outbound marketing è rivolto a chiunque, sia a chi si è rivolto al web da poco e sia a chi ormai è sul web da parecchio tempo e vuole cercare di capire le dinamiche che esistono dietro i blog e, soprattutto, il motivo scatenante.

Strumenti, programmi e modo di ragionare

Inbound Marketing parla ovviamente anche degli strumenti che ci vogliono per arrivare al nostro scopo, sia esso la pubblicità di un prodotto oppure la promozione di un marchio o di un libero professionista. Jacopo Matteuzzi spinge parecchio su quella che è forse la piattaforma CMS dedicata ai blog più conosciuta e famosa: WordPress. Il tutto ben condito dai vari strumenti social che vanno (o dovrebbero) completare in tutto e per tutto l’estensione dell’azienda sul web: Facebook, LinkedIn, Google Plus, Twitter, Instagram ecc.

User Experience
Il libro di Jacopo Matteuzzi poi parla anche di quella che viene definita esperienza utente, o User Experience in inglese, ossia quel modo di sviluppare pagine web pensando alle persone. Come farlo? Grazie a piccoli e grandi accorgimenti che potranno rendere la fruizione dei contenuti online (e delle landing page) facendo in modo che l’utente non debba “pensar troppo”. Insomma il giusto equilibrio tra contenuto funzionale e bello da vedere.

Conclusione

Il web ha rivoluzionato in buona parte la nostra vita ed allo stesso ha rivoluzionato anche il modo di lavorare e di fare marketing. Anche se personalmente non mi reputo un addetto al marketing nudo e crudo, credo che nel 2016 qualunque persona possa (e azzarderei debba) proporsi nel web perché ormai è quasi una vera e propria carta d’identità. E la volete sapere una cosa? Tutto ciò è gratis. Per questo motivo suggerisco la lettura del libro di Jacopo Matteuzzi Inbound Marketing, perché oltre ad essere un manuale dedicato al web, è anche pieno di spunti su come fare e i vari strumenti che ci vogliono.

Inbound Marketing lo puoi trovare su Amazon sia in versione cartacea che in versione elettronica al prezzo rispettivamente di 25,50 e 20,99 Euro. Se invece non vuoi aumentare il fatturato di Amazon, lo puoi trovare sul sito di Web in Testa (versione ebook qui) agli stessi prezzi.

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Fai di te stesso un brand: la recensione

Personal branding e reputazione online

Con l’arrivo dei social network, o meglio, con l’arrivo di internet, la maggior parte delle persone ha potuto cominciare ad accedere a diversi servizi. Quello che ha consentito alle persone di interagire, grazie anche alla nascita dei vari social network, è il famosissimo web. Questo vero e proprio strumento però nasconde delle insidie e difficoltà che non tutti riescono a comprendere, vuoi per un approccio diverso a questo mondo digitale oppure per una diversa visione stessa del web.

Lo scopo principale del libro “Fai di te stesso un brand” di Riccardo Scandellari, oggetto della recensione che stai leggendo, è proprio il voler far capire come ci si dovrebbe comportare nel web durante la nostra vita, senza però che questa si diversifichi da quella in rete, cercando quindi di diventare noi stessi appunto un marchio. Scopriamo dunque com’è strutturato il libro:

Struttura e analisi dei contenuti

Il libro, oltre ad esser scritto in modo chiaro e semplice, fa parte di una collana (compreso anche quello da me recensito poco tempo fa: Mamma posso spiegarti, lavoro nel web) dedicata al web marketing pubblicata in Italia da WebBook; il tutto gestito da Dario Flaccovio EditoreFai di te stesso un brand non fa eccezione a riguardo di alcune menzioni che troveremo nel testo, sono presenti infatti personaggi del calibro di Rudy Bandiera o Merlinox, giusto per citarne alcuni, che aumentano di fatto lo spessore di questo libro già di per se molto importante e valido.

Il libro propone in pratica, a parte una spiegazione dei principali social network, delle varie funzionalità che propongono e di alcune piattaforme CMS come WordPress, una filosofia per un migliore approccio nel web. Una specie di manuale di comportamento online oltre che un valido aiuto sulle tecniche di pubblicazione dei contenuti e di come scriverli in modo più efficace possibile.

A chi è rivolto il libro e di cosa tratta più nello specifico

Il libro è rivolto a chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i social network, uno su tutti Facebook e poi via via altri strumenti di analisi come il famoso Google Analytics ed altri tool più complessi. Il tutto è poi ben condito con delle “dritte” sugli orari di pubblicazione più efficaci durante il giorno secondo l’esperienza di Riccardo e come promuovere se stessi in tutto l’universo “internettiano”.

Conclusioni

Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari mi è piaciuto e lo reputo un vero e proprio manuale di comportamento su internet, qualunque strumento, sistema, programma, social network utilizziamo. Al giorno d’oggi infatti alcune persone purtroppo vedono internet, Facebook e altri servizi come i forum (dove lavorano figure come il moderatore), ancora come uno strumento dove “perdere del tempo”, condividere gattini o cose di poco conto, senza ragionare su cosa effettivamente stiamo facendo e perché, senza domandarci il motivo che ci spinge a fare una o un’altra determinata cosa, senza poi chiederci che impatto avrà questo che stiamo facendo sulle altre persone e sulla percezione che queste persone hanno di noi. Questo libro cerca di farvi capire e ragionare su questo, sul tipo di comunicazione che dovremmo utilizzare per mostrarci online e nella vita privata/reale. Il motivo? Internet o più approfonditamente i servizi del web come i social network non sono altro che delle nostre estensioni e quindi devono essere completamente, “trasparentemente” (scusatemi il termine stupido) noi.

Fai di te stesso un brand lo si può trovare nel sito direttamente di webintesta.it (prezzo di Euro 19.80) o su Amazon al prezzo di 18.70  per il formato cartaceo e 12.99 € per quello digitale.

Cos’è un moderatore? Alla scoperta di questa figura del web

Cose_un_moderatore

Quando mi chiedono: “tu cosa fai, il moderatore? Che cos’è?”

Quando le persone mi chiedono cosa faccio o di che cosa mi occupo, a volte ammetto di aver “paura” della loro risposta, quindi faccio un bel respiro e gli dico che, tra le cose di cui mi occupo durante il giorno, faccio anche il moderatore.

A quel punto, qualcuna di queste persone (di solito le più curiose) vogliono capire esattamente cosa fa un moderatore; la mia reazione quindi è di totale illuminazione. Il motivo? Credo che una delle cose più importanti per aumentare la nostra conoscenza e quella di un’altra persona sia proprio il fatto di spiegare bene cosa facciamo, soprattutto se si parla di web e della sua potenzialità. Nel mio caso mi rivolgo a questa persona cercando di fargli capire cosa significa fare il moderatore, ecco quindi il perché ho deciso di scrivere questo articolo.

Il moderatore

Nel mondo del web è conosciuto anche come “mod” e il moderatore, inizialmente presente nei forum dei vari settori dell’IT, ha preso sempre più piede nelle varie comunità online e sui social network. Su Facebook o Google Plus ad esempio, è possibile moderare un gruppo o Community per tenere diciamo un livello di conversazione accettabile fra gli utenti. Ma il moderatore non fa soltanto questo, è un lavoro che dovrebbe cominciare inizialmente (almeno per me è cominciato in questo modo) per passione per poi evolversi in qualcosa di più forte. Il moderatore dovrebbe conoscere innanzitutto l’ambito di cui si deve occupare, proponendo a volte dei contenuti in modo da coinvolgere gli stessi utenti del forum o nella sezione in cui “opera”.

Relazione con gli altri utenti

In un forum e nei social network esistono, anche se a volte le persone non lo pensano, delle regole di comportamento come nella vita privata. Suddette regole vengono redatte affinché la vita nel forum o nel gruppo di un social network sia più libera possibile e rispettosa di tutti. Niente insulti quindi ne tanto meno prese in giro, commenti razzisti e messaggi blasfemi. Ma qual è la cosa che ho a cuore veramente? Un moderatore non dovrebbe mai far pesare il proprio grado sull’utente. Questo non farebbe altro che far letteralmente scappare gli utenti o, peggio, creare flame nelle varie discussioni. Ci sono molti forum in Italia ma anche nel mondo, dove quando si scrive si è quasi scherniti dal primo utente che ti legge, ma anche dagli stessi moderatori, che ti rispondono in un thread o addirittura ti arrivano risposte saccenti e “altezzose”.

Cos’è un flame?

Un flame (fiamma in inglese) significa creare un messaggio provocatorio nei confronti di altri utenti, il tutto per cercare di aizzare gli stessi contro. Questo discorso vale anche per i social network, chiunque può creare flame in qualunque ambito.

Cos’è un thread?

Un thread è una “discussione” ossia una piccola stanza dove si può parlare solo di quello per cui la discussione è stata creata (titolo del thread). Ovviamente in un forum sono presenti più stanze di argomenti dedicati al fine proprio del forum. Nei social network invece i thread si possono considerare dei semplici post che vengono poi commentati direttamente dagli utenti, gli stessi poi vengono moderati dai vari moderatori della pagina o del gruppo nel social network.

Il moderatore secondo me

Credo molto in questa figura del web in quanto grazie a loro, l’intero mondo “internettiano” è più sicuro, corretto e soprattutto utile. Per questo motivo il modo che ho di propormi come moderatore ai vari utenti è quello di rivolgermi con educazione, professionalità e trasparenza. Anche se siamo dietro ad una macchina, questo non ci deve distrarre dall’essere sempre noi stessi, anche se appunto non abbiamo una relazione visiva con gli utenti.

Spero dunque di avervi fatto capire come dovrebbe lavorare un moderatore, figura che soprattutto durante gli ultimi anni, ha visto una grossa espansione e non è al momento tutelata da alcuna legge. Speriamo che in un futuro…

SEO Power: la recensione

Strategie e strumenti per essere visibili sui motori di ricerca.

Recensire un libro è sempre un piacere oltre ad essere una risorsa per far capire ai lettori di cosa tratta, come lo tratta e a chi è rivolto. E’ proprio questo il mio obiettivo della recensione di oggi che vedrà, come protagonista, il libro di Giorgio TavernitiSEO Power seconda edizione. Questo manuale spazia molto tra gli strumenti dedicati alla SEO (Search Engine Optimization) e molti aspetti teorici che cercano di spiegare il miglior approccio per pubblicare il nostro sito/progetto nel web. Cominciamo subito dunque la nostra relazione con l’analisi dei contenuti:

Struttura e analisi dei contenuti

La struttura e i contenuti dell’intero libro vengono gestiti in modo semplice: si parte con una breve introduzione ai motori di ricerca per passare poi alle parole chiave e agli strumenti adatti per gestire al meglio tutto il nostro spazio nel web.

Poi, in ogni capitolo e paragrafo, sono presenti dei link di approfondimento (anche e soprattutto al Forum GT) quindi, se il lettore vorrà approfondire qualche aspetto, potrà farlo in un secondo momento. Il libro continua parlando di come avviene l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca (sitemap, file robots.txt ecc…) per arrivare poi all’ottimizzazione del sito, alla sua popolarità e a come aumentarla oltre a dare un ampia spiegazione sul mondo degli errori SEO (quindi le penalizzazioni), il conoscere la SERP di Google e i social network. L’ultima parte è dedicata ai CMS (quei sistemi per la gestione dei contenuti di un sito web come WordPressJoomla Drupal) e altri strumenti SEO. Tanti temi, trattati in modo semplice e comprensivo e, soprattutto, gestito con spazi e paragrafi ne troppo lunghi, ne corti.

A chi è rivolto il libro

A differenza del libro di Merlinox Mamma posso spiegarti, lavoro nel web che ho recensito pochi giorni fa, SEO Power è rivolto ad una utenza più esperta e che ha già un’infarinatura generale ma poco approfondita di questo mondo. Inoltre, visto che il libro ha due anni, alcuni argomenti trattati risalgono a fine 2012 e quindi alcune cose sono cambiate: niente di rilevante da un punto di vista teorico visto che le regole al giorno d’oggi sono più o meno le stesse, le differenza si vede di più negli strumenti che, nel frattempo, si sono evoluti.

Conclusioni

SEO Power è un manuale che secondo me qualunque SEO e professionista del WEB, dovrebbe avere nella propria libreria digitale o cartacea. E’ scritto in modo professionale ma molto piacevole e ne suggerisco vivamente l’acquisto. Il libro è disponibile su Amazon o sul sito Hoepli al prezzo di 25,42 Euro in formato cartaceo, Euro 15 per il formato digitale per e-reader. Ultima nota, non meno importante, il libro da diritto ad uno sconto sulla formazione SEO del GTMasterclub.

Siti WEB: dal 21 aprile Google favorirà quelli mobile friendly

Dal 21 aprile Google appoggerà il layout responsive.

Segnatevi questa data: 21 aprile, giorno storico per il web. Google ha infatti deciso di promuovere i siti mobile friendly a discapito di quelli che ancora non lo sono. Per chi non lo sapesse, un sito mobile friendly si può visualizzare anche dai piccoli dispositivi come tablet smartphone oltre che da notebook e pc normali. Quelli che non lo sono invece,si vedono diciamo in maniera strana, obbligandoci a scorrere con le dita sullo schermo per cercare di leggerne tutto il contenuto che non è praticamente adattato in automatico in base allo schermo.

Cosa ha spinto google a fare questo passo?

Pensate che oltre il 58% dei naviganti italiani, utilizza un device come il proprio cellulare o tablet per navigare; più della metà delle persone presenti sul web. Va da se che questo si traduce in un grosso business, sia per quanto riguarda le persone che praticamente da ovunque possono accedere al web e sia per le aziende che possono essere sempre più a portata di mano dei potenziali clienti. Il futuro? Il mondo del web è sempre in evoluzione e non ci resta che tenerci sempre aggiornati su questo mondo che cambia anche in base alle esigenze degli utenti e delle aziende.

Ma cosa succederà quindi nella SERP, ossia i risultati di ricerca di Google?

Dal 21 aprile i siti web responsive o mobile friendly saranno preferiti da Google nella ricerca organica, facendoli praticamente apparire prima rispetto a quelli ancora diciamo di “vecchio tipo” ossia quelli che non hanno un layout responsive, il tutto dalle ricerche (SERP) da cellulare/tablet. Quindi per un’azienda questo si tradurrà nel perdere posizioni nei risultati di ricerca (per ricerche fatte tramite smartphone o tablet), in base a certe parole chiave, perdendo così potenziali clienti.

Come facciamo a vedere se il nostro sito è mobile friendly?

Google ha messo a disposizione, da un po’ di tempo in realtà, un tool molto semplice che vi aiuterà a capirlo: clicca qui.

Spero di avervi aiutato a schiarire un po’ le idee su questa novità di Google. Se così non fosse vi prego di contattarmi attraverso i miei canali, sarò felice di aiutarvi.

Come creare un sito web: il migliore approccio per un progetto che funzioni

Creare un sito web aziendale non è una cosa banale, è un lavoro che prenderà tempo, risorse e competenze che non sempre tutti gli imprenditori o le aziende stesse, hanno. L’imprenditore che ha deciso di sbarcare online con il proprio sito e che ti ha commissionato di fare, dovrebbe avere già un’idea di come si possa impostare, in base ai propri gusti e, soprattutto, in base al suo target. Questo in uno scenario ideale, ma purtroppo non è sempre così, anzi, aggiungerei non è praticamente mai così.

La realtà:

Purtroppo, al giorno d’oggi, ci sono ancora persone che ti fanno la fatidica domanda:

“Ok facciamo il sito ma a che serve oggi?”.

Probabilmente, se qualcuno ti dice così, significa che non ha molto le idee chiare sulle potenzialità del web e sarà quindi nostro il compito di fargli capire questo vasto mondo che prende più di qualche branca dell’informatica oltre ovviamente al marketing online.

Detto questo, si potrebbe stilare una lista di punti su cui poi mettersi a ragionare ma non lo voglio fare perché potrebbe essere riduttivo nei confronti del progetto. Si un progetto, è questo il segreto di ogni sito web: deve esserci alla base un progetto.

Come si crea un progetto per il web?

La web agency o diciamo anche il freelance, dovrebbe a questo punto dedicarsi completamente all’azienda per cui dovrà fare il sito e credere nello stesso assieme all’imprenditore. Quest’ultimo dovrebbe fornire i dati di vendita o dare quanto meno un prospetto delle attività dell’azienda, per cercare di creare uno schema aziendale o una sorta di vera e propria mappa mentale da cui partire.

L’approccio:

Non è sempre facile logicamente ma per aiutare l’azienda che ci ha commissionato di fare il suo sito, possiamo provare a farla ragionare con queste semplici domande: Perché ha bisogno del sito? Come ha intenzione di procedere (esempio: useremo un CMS come WordPress e avrà magari anche bisogno di un servizio di newsletter aziendali)? Chi dovrebbe vedere il sito? Cosa dovrebbe vendere il sito? Quando? Se non l’avete capito, è la famosa Regola delle 5 W. Una volta che siamo riusciti a rispondere a tutte queste domande, allora potremmo cominciare il progetto buttando giù, su un foglio di carta, tutte le fasi di realizzazione del sito con la sua struttura. Ovviamente ripeto, se il cliente non ha ancora chiare queste fasi, è compito nostro fargli capire il motivo di tutte queste “perdite di tempo”.

“Eh ma come? Tutta questa roba? Impossibile”.

Si questa è un’altra frase che non smetteremo, forse mai, di sentire quando cerchiamo di far ragione il nostro cliente. Il fatto di sbarcare online con il sito dell’azienda infatti non è assolutamente un gioco e, come per chi apre un’azienda dal principio è costretto a sentire il commercialista e i vari enti dedicati a questo genere di cose, per creare un sito web l’azienda deve affidarsi ad una persona/azienda che faccia capire tutti gli aspetti del web, spiegandone le potenzialità. Questo è veramente importante affinché l’azienda/persona capisca in tutto e per tutto il web come strumento per proporre il valore della propria azienda e facendo questo aiuterà ad evolvere anche il nostro paese, il quale sta avendo qualche difficoltà e ha bisogno di tutti noi per crescere.

Ma i concorrenti?

Avete mai sentito parlare dei competitor? E’ chiaro che in un progetto che funzioni, ci sia alla base un controllo sui concorrenti che potrebbero già proporre i nostri prodotti. Il nostro obiettivo sarà quello, in definizione del progetto, di capire quali siano gli aspetti che trascurano i nostri concorrenti per cercare di dare un servizio sempre migliore. Non parlo soltanto del prodotto in se ma anche del servizio che ci va attorno. Nel caso ad esempio fossimo in procinto di lanciare un’azienda con un sito e-commerce, migliorare il servizio post vendita potrebbe essere un’idea.

Ora, visto che l’argomento è veramente ampio, voglio dar spazio a voi nei commenti più in basso, per dire la vostra idea, cercando di ampliare ulteriormente il tema. Come potete capire è un argomento molto complesso, pieno di insidie e moltissimi aspetti e servizi che ci potranno aiutare. Proprio su questi servizi sono stati scritti parecchi libri, vedi ad esempio Mamma posso spiegarti, lavoro nel web di Merlinox. Non mi resta che augurarvi quindi una buona lettura e darvi appuntamento al mio prossimo articolo.

Mamma posso spiegarti, lavoro nel web: la recensione

Mamma posso spiegarti, lavoro nel web: guida internet per studenti, mamme, imprenditori e… #MammaMrx

Il Web è molto complesso e non esiste una guida definitiva dedicata a questa parte di mondo informatico veramente ampio, complicato e in costante aggiornamento. Già perché, riguardo agli argomenti trattati, si rischia di parlare magari approfonditamente di aspetti cui non tutti riescono ad accedere, perché impegnati in settori diversi o semplicemente per la poca propria conoscenza. Esistono però dei libri che danno lo spunto, per iniziare o per approfondire, questo potente strumento ed uno di questi è sicuramente il libro di Merlinox aka Riccardo Mares, Mamma posso spiegarti, lavoro nel web, che ho letto con piacere. Questo libro è dedicato a chiunque voglia avvicinarsi al web, uno spazio informatico dove ogni galassia è costituita da altri strumenti e nozioni non sempre fruibili da tutti. Non mi resta quindi che cominciare la recensione del libro, partendo dalla sua struttura:

Struttura dei contenuti:

A far capire che stiamo parlando di un libro dagli argomenti complessi ma, scritto in modo fruibile da tutti, è senza dubbio il titolo abbastanza esplicativo, a conferma che le cose fatte in modo semplice alla fine pagano sempre. Parlando della struttura, il valore aggiunto di questo libro sono gli approfondimenti: aprendo le varie pagine infatti (o passando il vostro dito sul Kindle se avete acquistato la versione per e-reader), è possibile vedere come ad ogni fine capitolo, Riccardo proponga degli approfondimenti con tanto di link e QR Code dedicato.

Si parte dalla storia del web per arrivare poi ad una serie di spiegazioni basilari e necessarie affinché la persona che legge sia in grado di fruire meglio i contenuti successivi di questo libro, per arrivare, seppur in maniera lenta, ad argomenti via via sempre più complessi, senza che però questi vengano trattati con espressioni difficili ma semplicemente con serietà e qualche battuta per tenere alta l’attenzione del lettore. Insomma Riccardo ha una scrittura direi avvolgente, diretta e divertente.

Di cosa tratta il libro più nello specifico?

Riccardo, con il suo libro Mamma posso spiegarti, lavoro nel web, da una spinta a chiunque voglia apprendere molti strumenti dedicati al web. Al giorno d’oggi un’azienda o un imprenditore dovrebbe essere presente nel web e nei vari canali social, ma purtroppo ci sono ancora aziende alla vecchia maniera e questo libro aiuta, anche chi magari non ha molta dimestichezza con queste tecnologie e questi tecnicismi. Dal progetto iniziale, allo sviluppo di una mappa mentale, alla nascita di un piano editoriale e alla sua messa in pratica con tutti gli strumenti di cui avremo bisogno per farlo. Inoltre, nel libro sono presenti degli “specchietti”, alla fine di ogni capito, scritti da altre figure importanti del web come Rossella CeniniRudy Bandiera ed altri personaggi, tutti professionisti del web, con una menzione anche a Giorgio Tave, che lasciano un proprio contributo al lettore, ampliando quindi il suo orizzonte dell’argomento trattato da Merlinox. Infine, l’autore mette sotto la lente di ingrandimento tutta una serie di tool come i feed RSS, forum di settore ed altri strumenti, per far comprendere a chi legge come tenersi ancora più aggiornati sul mondo Web e SEO.

Conclusione:

Ho letto Mamma posso spiegarti, lavoro nel web con piacere e penso che lo rileggerò sicuramente altre volte visto che gli argomenti trattati sono veramente tanti e necessiteranno di un mio approfondimento. Ne suggerisco la lettura a chi ha bisogno di capire il web e le sue potenzialità ma anche a chi è scettico o ha paura di esporsi nello stesso e aggiungo che, alcune aziende, dovrebbero prenderlo come vero e proprio “must” da seguire per realizzare qualunque tipo di progetto.

Molto semplice e scorrevole, Mamma posso spiegarti, lavoro nel web è composto di 210 pagine e lo si trova su Amazon (sia in versione copertina flessibile che per e-reader) o webintesta (dove è possibile trovarlo anche abbinato ad un paio di occhiali verdi). Il prezzo? 21.25 euro o 16,99 per il formato digitale. Non mi resta che augurarvi buona lettura e darvi appuntamento al mio prossimo articolo.